Capitano Ultimo assessore in Calabria: mancava solo lui.

Capitano Ultimo è il nuovo assessore all’ambiente in Calabria.

Non eravamo abbastanza soddisfatti del ritorno di Cuffaro. Ci voleva una new entry.

Capitano Ultimo è il nuovo assessore all’ambiente in Calabria.
Probabilmente neanche Pirandello sarebbe stato in grado di scrivere una novella così sublime e coinvolgente come le cronache di politica interna di queste settimane.

Chi credeva di aver già visto abbastanza con “quello di Canale 5 si sbaglia. In queste ultime settimane sta succedendo l’inverosimile e siamo soltanto all’inizio del 2020.

Prima abbiamo Cuffaro che decide di tornare in politica dopo la condanna per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione di segreto istruttorio (leggi il nostro articolo su Cuffaro) facendolo “per i giovani”.
Ora abbiamo Capitano Ultimo che assume la carica di Assessore all’Ambiente per la Regione Calabria, ma di quale ambiente stiamo parlando?

Capitano Ultimo, cos’è successo di fronte al covo di Riina dopo il suo arresto?

Perché a noi viene in mente soltanto un ambiente pieno di dubbi e punti interrogativi che non svaniranno finché non sapremo cosa sia successo di fronte al covo di Riina dopo il suo arresto.

Capitano Ultimo è il nuovo assessore all'ambiente in Calabria.
Il momento dell’annuncio dell’incarico a Capitano ultimo a Montecitorio


Perché? Proviamo a fare memoria

15 gennaio 1993: arresto di Salvatore Riina e insediamento di Gian Carlo Caselli quale Procuratore della Repubblica a Palermo.
Passano 20 giorni e il covo di Riina viene perquisito.

Cosa è successo nel frattempo?

Capitano Ultimo e Mario Mori suggeriscono alla Procura di non perquisire immediatamente il covo di Riina, in quanto sarebbero potuti emergere nuovi arresti.

NB: Mori: Comandante dei Ros – (raggruppamento operativo speciale Carabinieri) e direttore del Sisde (Servizi segreti civili italiani), condannato in primo grado per aver trattato con Cosa Nostra.-

La Procura accetta alla naturale condizione che il covo fosse sottoposto a sorveglianza continua dei Carabinieri.

Ecco che, magicamente, dopo 20 giorni dall’arresto di Riina si scopre che questa sorveglianza è stata interrotta immediatamente dopo l’arresto.

Le assurde giustificazioni di Capitano Ultimo

Il 14 giugno 2019 Capitano Ultimo interviene alla trasmissione “Otto e mezzo”, dicendo ” Ma nessuno ha mai parlato in quei giorni che all’interno c’erano documenti da sequestrare. Nessuno ha dato disposizioni affinché le persone che uscivano da questa casa poi sarebbero dovuti essere perquisiti.
Per maggiori dettagli su queste dichiarazioni, consigliamo la lettura di questo articolo di Antimafia2000.

Quindi, fateci capire. Capitano Ultimo e Mario Mori, facenti parte di uno dei più delicati apparati investigativi dello Stato, i quali ricoprono un ruolo ed una carica ambita, prestigiosa, che richiede qualità e conoscenze investigative piuttosto raffinate; NON HANNO PERQUISITO PERCHÉ NESSUNO GLI HA DETTO CHE ALL’INTERNO DEL COVO DI RIINA CI FOSSERO DOCUMENTI DA SEQUESTRARE.

Noi non crediamo, perché ne siamo certi, che i servizi investigativi italiani siano di un così basso livello. Questa è una dichiarazione che avrebbe dovuto far saltare sulla sedia tutti coloro che ogni giorno indossano una divisa con onore e senso dello Stato.

“Il fatto non costituisce reato”

Per dovere di cronaca, bisogna precisare che sia Mori che Capitano Ultimo sono stati prosciolti perché “il fatto non costituisce reato”. Invitiamo, però, a non commettere un errore andreottiano, confondendo un’assoluzione con l’innocenza. Perché come il Dott. Borsellino ci ha insegnato la realtà processuale spesso viaggia su un binario parallelo, se non superiore (viste le maggiori garanzie richieste per comprovarla) rispetto alla realtà dei fatti.
Il fatto non costituisce reato, significa che il fatto non costituisce reato e non che il fatto non sia stato commesso.

“Il fatto costituisce una vergogna”

Capitano Ultimo nuovo assessore all’ambiente in Calabria, ce n’era davvero bisogno?

Quindi, Capitano Ultimo, prima di scendere in politica e ricoprire (nuovamente) cariche prestigiose come quella di assessore all’ambiente in Calabria, prova a darci una spiegazione che non offenda le nostre intelligenze su quel gennaio 1993.

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