Cratere Capaci Strage Falcone

Che serva a qualcosa.

Cos’è il 23 maggio?


Probabilmente la giornata nazionale dell’ipocrisia, ma noi vogliamo che sia qualcosa di diverso e lo dedichiamo a studenti e insegnanti.


Quante foto di Giovanni falcone sorridente oggi. Probabilmente se chi oggi lo erge ad eroe, commettendo un gravissimo errore, lo avesse reso più felice in vita, oggi sarebbe più in pace con sé stesso e non sentirebbe la necessità di spendere dolci parole di senso di colpa.


Il nostro 23 maggio dedicato a studenti e insegnanti.

Se sei un giovane lettore puoi aggirarti smarrito in centinaia di post, foto, video, parole sdolcinate e tanti amici di Giovanni Falcone. Probabilmente qualcuno ti ha raccontato che cos’è il 23 maggio, ti avranno detto che è un anniversario molto importante, che si ricorda Giovanni Falcone e sua moglie. Magari non ti hanno detto che la moglie si chiamava Francesca Morvillo e che anche lei era un magistrato.

Avrai anche visto in questi emozionanti post anche che c’erano altre persone coinvolte nella strage, ma tu, giovane lettore, devi sapere di più perché anche tu sei vittima di quel 23 maggio così lontano da te.

Devi sapere, ad esempio, che gli uomini della scorta hanno un nome ed una vita che ha lo stesso valore di quella del giudice Falcone e della tua.

Rocco Dicillo

Antonio Montinaro

Vito Schifani

Devi anche sapere che in quella strage ci sono 4 invisibili.

Giuseppe Costanza, l’autista giudiziario di Giovanni Falcone.

Paolo Capuzza, Angelo Corbo e Gaspare Cervello, gli altri agenti assegnati alla scorta del Giudice Falcone quel giorno.

Loro sono vivi, ma sono pochi quelli che se lo ricordano e tu devi essere fra quei pochi.

Ma tu, giovane lettore, troppe colpe se non sai cos’è il 23 maggio non ne hai. Ci sono cose che dovrebbero esserti raccontate, dovresti essere messo nella condizione di affacciarti al mondo consapevole di che cosa ti circonda e, purtroppo, spesso questo non accade.

In tanti ti dicono che devi ricordarti di Giovanni Falcone, ma ti spiegano il perché? Ti sei mai chiesto perché vivi in un Paese in cui vengono uccisi giornalisti, magistrati e politici?

Forse sei anche andato a cercare in internet che cosa successe quel 23 maggio di 28 anni fa. Ma non lasciarti ingannare, perché su internet leggerai che è stata una strage di mafia, una vendetta dei mafiosi. Così non è stato.


Allora che serva a qualcosa, questo 23 maggio.

Che serva a guardarci in faccia e a dirci la verità: siamo colpevoli.

Siamo tutti colpevoli, perché ancora oggi, 28 anni dopo, lasciamo che i finti amici del Giudice Flacone facciano il solito teatrino della commemorazione, che questa gara a chi era più amico e più vicino al giudice vada avanti.

Lasciamo soprattutto che i giovani non siano in grado di sentire la puzza di mafia che li (ci) circonda.

I riflettori sono accesi, dal mattino alla sera belle parole e tanti ricordi commossi. Ma chi volete prendere in giro?

E allora che serva a qualcosa, questo 23 maggio.

Bisogna partire da dove tutto comincia: la scuola.

Gli insegnanti hanno una grande responsabilità.

Anche se alcuni non ne sono consapevoli, hanno il compito di trasmettere a chi ha appena iniziato a far parte di questo Stato gli errori che sono stati commessi per non farli più ripetere.

Voi, insegnanti, avete il compito e il dovere di far sì che il 23 maggio sia tutti i giorni, perché gli studenti hanno voi come punto di riferimento. Soprattutto considerando la società di oggi in cui tutti sono un’immagine di sé stessi, dove non ci sono punti di riferimento da seguire.

Cos’è il 23 maggio?

Il 23 maggio è SOLITUDINE. Insegnate questo nelle scuole. Cos’è la solitudine, l’amarezza per un amico che ti tradisce, il non poter uscire di casa senza altri uomini intorno, l’essere da soli. Perché Giovanni Falcone era anche questo.

Il 23 maggio è INFORMAZIONE. Insegnate che cosa voglia dire fare informazione. Qual è il peso delle parole, gli effetti che le parole scritte o dette possono avere sulle persone. Insegnate l’importanza del giornalismo libero, delle informazioni corrette e della solidarietà sociale. Perché la vita di Giovanni Falcone era anche questa.

Il 23 maggio è DERISIONE. Insegnate che cosa significhi essere derisi, quali sono gli effetti di una derisione, una presa in giro. Perché la vita di Giovanni Falcone era anche questa.

Il 23 maggio è LIBERTÀ’. Insegnate cosa voglia dire essere liberi di pensare, di dire cosa si pensa e, soprattutto, essere liberi di sbagliare. Insegnate il significato di una scelta libera, non dettata dall’invidia, dall’incompetenza e dall’egoismo.


Insegnate il valore della libertà perché essere liberi ha un costo, ma non ha un prezzo.
Perché Giovanni Falcone era anche questo.


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