Chi semina nomine, raccoglie incompetenza.


“Chi semina nomine, raccoglie incompetenza.” è scritto in collaborazione con Luigi Leonardi.


Non era così il detto? Poco importa, ci siamo capiti.

È accaduto con il Csm, ma passato il Festival di Sanremo ce ne siamo dimenticati.

Sta accadendo ora con il sistema sanitario e quando passerà l’emergenza sanitaria quanto tempo ci vorrà per dimenticarsene di nuovo?

Fin quando le nomine dei più alti dirigenti della sanità avranno una connotazione politica, saranno oggetto di interesse della mafia. Dobbiamo prenderne atto e non nascondere la testa sotto la sabbia.

Le organizzazioni mafiose smetterebbero di esistere senza un appoggio politico ed apparentemente pulito che deriva dall’esterno. Le nomine dei dirigenti della sanità non possono essere dovute a scambi di favori o patti di alleanza tra una politica marcia e la mafia. Si tratta di uno dei settori portanti di un Paese e ce ne stiamo accorgendo proprio in questo periodo di Coronavirus.

Siamo fatti così, ci rendiamo conto delle cose quando il danno è fatto.

Questo accade perché ci illudiamo di vivere in una campana di vetro dove nulla di brutto può accadere e pur di vivere apparentemente sereni siamo disposti anche ad ignorare la realtà.

Quando la più becera politica ha fatto di tutto nell’ultimo ventennio per privatizzare la sanità, perfettamente consapevole che ciò avrebbe posto sotto la lente di osservazione delle mafie anche su questo settore, dove eravamo?

In Piemonte ci siamo già dimenticati della condanna all’ex Assessora Regionale Caterina Ferrero? CI ricordiamo cosa c’era sotto indagine? La realizzazione di residenze sanitarie per anziani, gli stessi che in silenzio stanno cadendo come birilli oggi nelle case di riposo; l’apertura di un reparto di emodinamica presso l’ospedale di Chivasso e la gestione di alcuni concorsi pubblici, a cui migliaia di validi medici e infermieri partecipano e sono puntualmente scavalcati in nome di patti scellerati.

Senza andare troppo indietro nel tempo, si sente ancora il tintinnio delle manette per l’assessore Rosso di Fratelli D’Italia dell’attuale giunta Cirio, proprio per rapporti con la ‘Ndrangheta.

Sono numerosi i casi di questo tipo in Italia, da nord a sud, isole comprese. Basti pensare al controllo degli affidamenti e degli appalti del clan Zagaria all’ospedale di Caserta, oppure, rimanendo in zona, il controllo sugli appalti dell’Asl sempre di Caserta.

Chi semina nomine raccoglie incompetenza.

Ma chi li nomina questi dirigenti delle Asl e degli ospedali? Spuntano come funghi, o ci sono delle responsabilità anche sotto questo punto di vista?

Questo è il Paese della memoria corta, si dice, ma non è proprio così.

Non è un problema di memoria, ma di logica. In questo Paese risulta difficile comprendere che un problema che si può definire “nazionale” è di tutti. Questo Paese si deve fissare in testa che lo Stato siamo tutti e nessuno, (meglio specificare, perché l’ultimo che ha provato a mantenere gli effetti del “Lo stato sono io” è stato decapitato in centro Parigi… ah no scusate, l’ultimo è diventato ministro!).

In uno Stato dove le nomine di dirigenti, in questo caso sanitari, sono sottoposte a criteri di favori politici e quindi a criteri tipicamente mafiosi, ci perdiamo tutti. Non è sintomo di un Paese intelligente il disinteresse verso l’ingiustizia, verso l’affarismo e verso ciò che ci accade attorno. Soprattutto se quello che succede produce effetti negativi su tutti noi.

Facciamo un esempio:

Se il signor Tizio, rispettabile appartenente alla ‘Ndrangheta, aiuta l’assessore regionale Caio a raggiungere la sua poltrona a palazzo è ragionevole ritenere che voglia qualcosa in cambio. Allora ecco che Caio nominerà Tizio direttore generale dell’Asl della loro città, così è più semplice assegnare appalti a chi fa comodo e aggiustare qualche numero per riciclare qualche centinaio di migliaio di euro. E poi ci sei tu davanti al telegiornale e senti dire che gli ospedali sono al collasso, che non ci sono i soldi, le strutture non reggono e questo virus sta uccidendo centinaia di persone al giorno. Ma quante persone sono state uccise dal virus e quante altre dal sistema mafioso in questa emergenza? E come ha fatto questo sistema mafioso a causare tutti questi danni sotto il naso di tutti quanti, te compreso?

In questo periodo che abbiamo tutti (o quasi) del tempo libero, proviamo a fare il gioco del se. Immaginate come potrebbe essere (non “come sarebbe” …) questo Paese se tutti avessimo fatto il nostro dovere, che fosse quello di denunciare l’ingiustizia, oppure di non compierla; che fosse il pagare le tasse o l’aver agito sempre e in primis se ricoperte cariche pubbliche, secondo buona fede e onore come previsto dalla Costituzione.


“Chi semina nomine raccoglie incompetenza” è il primo degli articoli scritti in collaborazione con Luigi Leonardi, sull’osservazione del fenomeno mafioso in questa emergenza sanitaria.


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