Sindaco Salvai

Mafia a Pinerolo? Intervista Sindaco Salvai.

Ultima parte dell’Intervista al Sindaco di Pinerolo Luca Salvai (M5S).

Le altre parti dell’intervista le puoi leggere, cliccando sui link di seguito oppure sul nostro canale YouTube.

Rispetto all’ultima parte dell’articolo-intervista, quella che abbiamo scritto noi come associazione, ci sono state delle reazioni molto forti, anche da parte tua.

Le tre domande secche che ti facciamo sono: a Pinerolo c’è la mafia? A Pinerolo c’è la droga? È legittimo porsi tutte le domande che ti abbiamo fatto in questa lunga intervista?


<<Allora, la prima è se a Pinerolo c’è la mafia. Io credo di no.

Sottolineo il credo: credo di no. Io non ho elementi per poter sostenere che oggi ci siano infiltrazioni mafiose. Non ne ho.  E quelli che voi citate, i rapporti della Regione Piemonte (ndr rapporti della DIA che consigliamo di leggere sulla parte del Pimonte cliccando qui…), che ogni tanto leggo anche io lo dicono chiaramente. I problemi in Piemonte ci sono stati, legati a particolari iniziative e di questo lo sapete più voi che me. Ma io non ho alcun elemento oggi per poter dire che a Pinerolo ci siano infiltrazioni mafiose. Quindi la risposta è no, non credo.

La seconda era sulla droga.

Che a Pinerolo ci sia la droga, si. Che circoli sì.

Secondo me circola anche tanta cocaina tra i settori più giovani. Quindi non stiamo parlando solo di droghe leggere, ma anche pesanti. Secondo me sì, c’è.

Però, quello che io vi dico ragazzi, se voi mi scrivete che a Pinerolo ci sono piazze di spaccio ditemi anche quali. Perché su questa partita qua ne abbiamo fatti fare di controlli. Allora, una delle più grandi ricchezze di Pinerolo è l’istruzione superiore.

Ottomila ragazzi che vengono tutti i giorni a Pinerolo e che transitano per la stazione, è chiaro che nell’ambito di quell’ambiente lì circoli hashish, marijuana e probabilmente circoli anche qualcosa di più grosso. Ma abbiamo fatto fare i controlli e c’era ancora lo scorso Capitano della Guardia di Finanza. I Carabinieri hanno sequestrato qualche stecca di hashish. L’ultimo controllo che hanno fatto, hanno preso uno spacciatore alla stazione, mi riferiscono essere di un ambiente molto conosciuto a Pinerolo.

Allora, il punto è questo. Noi abbiamo avuto dei problemi evidenti alla stazione determinati dal fatto, secondo me, che ottomila studenti che arrivano a Pinerolo tutti i giorni è chiaro che qualche problemino di questo tipo qua secondo me lo puoi avere. Io sono più preoccupato per l’uso della cocaina, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, perché la cocaina non è l’hashish e non è la marijuana. La cocaina costa cara e ti provoca una dipendenza tale per cui secondo me rischi anche di rovinarti. È una droga pensante, quindi secondo me bisogna fare attenzione. Questo secondo me è lecito assolutamente porsi dei dubbi.

Però, se voi mi scrivete che a Pinerolo ci sono delle piazze di spaccio… allora, le piazze di spaccio di sono a Porta palazzo, ci sono al Valentino, lo sanno tutti non è che dobbiamo nascondercelo. Cioè, entravi al Valentino di sera due anni fa, ragazzi lo sapete meglio di me, ragazzi era il Bronx. Quella è una piazza di spaccio. A Pinerolo ditemi dove perché intervengo domani mattina. Ditemi dove e intervengo domani mattina. Quindi risposta secca, sì, ma ditemi dove sono le piazze di spaccio.

Terza domanda. Certo che è lecito chiederselo, però fate attenzione. Perché vedere la mafia dietro ogni gru per giustificare, per giustificare, il fatto di poterne parlare, questo è sbagliato.

Allora, farsi venire il dubbio ci sta. Però, quello che non ci sta, e ve lo dico chiaramente, è la conclusione del vostro articolo sulla Massoneria (ndr si tratta dell’intervista che potete leggere cliccando qui), perché lì andate oltre. Lì non vi ponete solo il dubbio, lì fate delle allusioni. Se noi estrapoliamo quel pezzo lì, allora sono d’accordo con te, ti fai venire un dubbio. Ma se tu associ le dichiarazioni di Leggieri e la chiosa finale che avete fatto voi, allora scusatemi, lì state facendo delle allusioni. E queste allusioni a me non stanno bene.

E vi assicuro ragazzi, io ho pensato veramente (e lo sai perché ti ho chiamato subito) che ero talmente arrabbiato che ci ho pensato di parlare con un avvocato. Non l’ho fatto per due motivi, che vi ho detto prima e non sto a ripetere. Ma soprattutto il secondo, perché poi i soldi per pagare un avvocato si trovano sempre se hai voglia di farlo. Ma soprattutto per il secondo, perché io ce l’ho come principio che non querelerò mai nessuno. Però fate attenzione, perché non tutti ragionano come me.>>


Sulla questione delle allusioni l’ho già detta prima la nostra posizione. Domanda al volo che non c’entra nulla: prossimo anno elezioni: candidato?


<<Io non ho mai nascosto che vorrei ricandidarmi. Questa, a parte Leggieri, per me è stata un’esperienza estremamente positiva. Anche se ci sono stati momenti difficili, perché a seguito anche di quella vicenda lì, ed altre, io non è che non abbia passato delle mattinate sotto il torchio della Guardai di finanza eh ragazzi. E ve lo dico.

Partire e andare a Torino in giacca e cravatta e passare quattro ore sotto il torchio del Maresciallo della Guardia di finanza non è piacevole. Non è per niente piacevole. Però poi alla fine i risultati sono stati questi (indicando il provvedimento Anac a seguito della vicenda debiti fuori bilancio e affidamenti diretti trattata nella prima parte dell’intervista, che potete leggere cliccando qui) allora io dico, va bene. Questo mi è dispiaciuto, perché questo secondo me voi nell’articolo potevate scriverlo, una nota finale avrebbe cambiato completamente il senso di tutto.


Riportiamo la parte dell’articolo precedente dove spieghiamo il perché non lo abbiamo pubblicato.

Quella vicenda lì è stata gestita con lentezza e io questo non lo metto in dubbio, ma perché il lavoro era anche complicato.

Noi siamo dovuti andare a ricostruire ogni lampadina dove era stata messa, come quando e perché. Chi aveva fatto l’ordine e verificare che fosse stata installata veramente o meno. Perché quello impone la procedura. Su centinaia di lampadine e ordini di servizio. Il lavoro è stato lungo.

Leggieri non mi può venire a dire che noi dovevamo portare immediatamente una delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, tra l’altro senza neanche aver approvato il rendiconto.

Perché poi come la pago quella roba lì? Il debito fuori bilancio significa che tu nell’anno di esercizio in corso non hai i soldi per pagare quella cosa lì. Quindi devi pagarla per forza con avanzo di amministrazione e la norma ti dice che tu entro il 30 aprile approvi il consuntivo e dopo hai definito l’avanzo e lo applichi solo alla fine. Ci sono tempistiche ben precise.

Quindi hai quell’occasione lì all’anno. Se salti quella devi andare all’anno dopo. Io non quanto lo abbia capito onestamente.

Poi, secondo me, il suo grosso problema è che lui ha iniziato questa battaglia ormai tre anni fa per un motivo molto semplice. Perché io su questa vicenda qua ho fatto l’unica cosa che potevo fare per cercare di mantenere insieme un ente.

Io sono andato in Consiglio comunale, e mi prendo la responsabilità, e ho gettato acqua sul fuoco. Cioè anziché dire “sono tutti mafiosi, sono tutti corrotti, chissà quali casini…” perché se facevo così rompevo il delicato equilibrio che c’è tra politica e uffici amministrativi e i dirigenti. E fidatevi ragazzi che è un equilibrio molto delicato.

Quindi prima di andare a sparare a zero tu devi essere sicuro che se spari a zero vai fino in fondo. Perché poi se hai rotto quell’equilibrio lì, qua dentro non fai più niente.

Ma giustamente. Perché se poi un dirigente o un dipendente si sente accusato ingiustamente e rischia di finire in galera o davanti a un giudice o davanti alla Corte dei conti magari per un errore, allora capisci che si rompe quel clima di fiducia che c’è tra parte politica e parte amministrativa.

Se si rompe questo clima di fiducia tu non fai più niente qua dentro. E questo era il problema di Leggieri.

Fino a poche settimane prima della discussione aveva anche la delega al personale, che mi ha rimesso a seguito di una mail scomposta, brutta e antipatica che ha mandato a tutto quanto il personale. Non mi ricordo neanche più il motivo, probabilmente era una minchiata delle sue. E il giorno nessuno faceva più quello che diceva lui. Cioè lui avrebbe potuto soltanto andare allo scontro sistematico con tutti. Che voleva dire avvocati e Corte dei conti e ste robe qua. No, le cose si mettono a posto. Ma non puoi muoverti come un elefante in una cristalleria.

Noi i provvedimenti li abbiamo presi. Abbiamo preso provvedimenti disciplinari, abbiamo fatto la rotazione dei dipendenti, abbiamo fatto gli accordi quadro. Lo dice l’Anac, non lo dico io. Allora stai calmo e stai lì. Guardate, magari il Sindaco Salvai ha fatto schifo, può darsi. Magari il Sindaco Salvai ha fatto cose buone. Però, io penso di poter dire che il Sindaco oggi qua dentro abbia una certa autorevolezza, che magari non avevo all’epoca.

Anche perché la scelta di Leggieri, e questo voglio che lui lo veda e lo senta: io in Leggieri ho cercato quell’esperienza che a me mancava. Così come l’ho cercata in Cerrano. Peccato che poi, entrambi, secondo me, abbiano sfruttato la mia inesperienza e la mia giovane età rispetto a loro per dettare un’agenda politica che non mi apparteneva.

E io questo non potevo permetterlo. Però ricordo anche che mentre, su Cerrano che ha dato le dimissioni a seguito di mie dichiarazioni pubbliche dove di fatto lo sfiduciavo, quindi posso dire che l’ho mandato via io. Leggieri io non l’ho mandato via. Leggieri se n’è andato da solo. Per il motivo che ti ho detto prima, poi è tornato dopo sui debiti fuori bilancio.

Ho fatto quello che si chiama lesa maestà e si è sentito tirato in ballo e colpito dal punto di vista professionale.

Ha ingaggiato questa battaglia contro di me. Che però secondo me certe volte non è corretta, perché secondo me anche Leggieri sapeva di questo. Perché gli è arrivato, perché secondo me l’esposto lo ha fatto lui. E quindi Leggieri lo sapeva. E allora non va bene, perché secondo me Leggieri, anche lui, una querela la merita.

Ma visto che non mi interessa più nulla, lasciamo perdere. Perché oggi posso dire che l’abbiamo chiusa e abbiamo messo a posto quello che dovevamo mettere a posto.

Sul Turk non c’è una convenzione firmata e sul pipistrello non abbiamo portato una variante. Allora, prima di esprimere pregiudizi, lasciateci lavorare. Perché io non lo so ad oggi se porterò in Consiglio comunale una variante sul pipistrello o no. Se la porterò, bisogna capire in che termini e perché. Su una cosa siamo tutti d’accordo, io, voi e Leggieri, ci deve essere un pilastro che guidi l’azione dell’amministrazione: l’interesse pubblico. È quello il metro di giudizio. Questo è dirimente. E questo sarà in ogni caso ciò che guiderà la decisione in entrambe le situazioni.


Questo è l’edificio incompiuto soprannominato pipistrello. (Foto di vocepinerolese.it)

Ma finché non leggerete le delibere del Consiglio comunale, sospendete il giudizio. Da lì in avanti è lecito ed opportuno che si presentino prima per sapere cosa ne pensa la gente.

La variante sul pipistrello la porteremo, e questo lo sa bene il proprietario, se ci saranno delle motivazioni di interesse pubblico. Sta a te crearmele e portarmele su questa scrivania. Perché se no io la variante non te la faccio. Poi uno può pensare cosa vuole, ma non facciamo il processo alle intenzioni. Non è che perché parlo con Gallo allora sono colluso. Quello è un problema che la città deve risolvere. Starà poi a voi giudicare se in quell’ambito l’interesse pubblico c’era o no.

Questo è il mestiere di cittadini e associazioni informate. Ma finché non c’è questa roba qua voi state parlando del nulla. Permettetemelo e questo vale anche sul Turk.>>



Fonte foto di copertina pineroloindialogo.it

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