Perché?


“Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai.”

ROCCO CHINNICI – MAGISTRATO A PALERMO FINO AL GIORNO DEL SUO OMICIDIO PER MANO DELLA MAFIA IL 29 LUGLIO 1983.


Il contrasto alla criminalità organizzata deve partire dalla scuola. Ma la scuola deve essere pronta e capace e secondo noi non lo è.



Perché un’associazione che si occupa di criminalità organizzata e mafie dovrebbe preoccuparsi di pensare ad una riforma del sistema istruzione?

La risposta è nelle parole del Magistrato Rocco Chinnici, uno fra i primi (se non il primo) a essere entrato nelle scuole a parlare agli studenti.

La nostra idea e voglia di intervenire è nata dalle tante esperienze che abbiamo maturato a contatto con il sistema istruzione, sia da studenti che da membri dell’associazione. Abbiamo toccato con mano, giorno dopo giorno, un sistema logoro, vecchio, inadatto, fuori dal tempo e dal contesto in cui è inserito. Abbiamo avuto esperienze con insegnanti incapaci, con dirigenti svogliati, con studenti senza motivazioni e voglia.


L’antimafia delle bandierine non ci appartiene e abbiamo deciso di intervenire.


Come possiamo pensare che un serio e concreto contrasto alle mafie possa avvenire soltanto per mano dei magistrati?

Come diciamo sempre nelle scuole: loro sono l’ultima ruota della lotta alla mafia. I cittadini hanno un dovere morale di intervenire ed agire affinché non si debba sempre aspettare che siano i magistrati a risolvere tutto.

Se aspettiamo che siano i processi a debellare le mafie, non abbiamo capito niente, perché questo non accadrà mai.

La società è caratterizzata dalla compresenza di chi ha avuto la possibilità di cambiare e conosce gli errori da evitare, da chi sta cercando di cambiare le cose e da chi lo farà in futuro.

Quando i primi si disinteressano di riconoscere i propri fallimenti e i secondi vivono nell’attesa che siano sempre gli altri a risolvere i problemi, non resta che agli ultimi intervenire.


Gli studenti e i giovani sono l’unica vera grande risorsa su cui possiamo contare per un’opposizione alle mafie.


Ecco da dove nasce la nostra riforma del sistema istruzione.


Il sistema istruzione così com’è strutturato oggi (e da più di un secolo prima) non può funzionare. Ci sono troppi problemi irrisolti e l’istruzione e la cultura sono lasciati sempre all’ultimo posto quando si tratta di investimenti pubblici.

Investire sulla scuola significa ipotecare un futuro migliore.

Nascono dalla scuola le possibilità, i successi, la conoscenza e la cultura della legalità che sono sinonimo di benessere sociale.

Chi ha fallito nel cambiamento non ha diritto e non deve avere la possibilità di compromettere anche il futuro di chi vuole provarci e riuscirci. La riforma della scuola deve essere al primo posto di qualunque maggioranza parlamentare, perché è dalla riforma della scuola che nasce la riforma del Paese.


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