Pinerolo e Massoneria

Pinerolo e Massoneria.

Massoneria a Pinerolo? Presente.

Seconda parte dell’intervista al Dott. Manlio Leggieri (qui potete trovare la prima parte: La Pinerolo delle stranezze“) laureato in Fisica, ex Dirigente di svariate aziende ed ex Assessore al bilancio ed al patrimonio del Comune di Pinerolo per soli 10 mesi nell’attuale Giunta (Salvai).

Esiste la Massoneria a Pinerolo? Ebbene sì.
Quando si parla di Massoneria sono pochi a sapere di che cosa si tratta. Alcuni la riconducono ad epoche passate, altri credono che non esista nemmeno.

A differenza della prima parte dell’intervista, questa volta è stato un incontro casuale con il Dott. Leggieri a portare alla nostra attenzione questo tema. Lo abbiamo contattato e gentilmente si è prestato a rilasciare questa intervista.

Sicuramente è un tema delicato che sarà in futuro sviluppato, ma vorremmo iniziare così.


Apriamo questa intervista con una domanda dovuta al motivo per cui l’abbiamo contattata. Alla serata dedicata all’antimafia a Cumiana del 31 gennaio 2020 ha fatto un intervento che ha riguardato la Massoneria. Può raccontarci anche qui l’episodio riportato quella sera? Se non sbaglio ha riguardato sia un incontro avuto nel periodo in cui è stato assessore a Pinerolo, sia lo studio dentistico Asili Notturni di Pinerolo.


“Durante il periodo del mio impegno pubblico, una collega assessora mi presentò un imprenditore, molto noto nel pinerolese, che voleva farmi una richiesta. L’imprenditore si presentò molto gentilmente e mi chiese se fosse possibile avere in comodato d’uso dei locali perché la sua non meglio precisata associazione benefica voleva aprire un ambulatorio dentistico per i poveri (non mi piacciono gli eufemismi, che servono solo ad indorare la pillola).

Quello che mi parve singolare, da subito, è che non mi dicesse apertamente qual era la sua associazione e di cosa trattava. Io non sono originario del pinerolese, ho abitato per più di quarant’anni a Milano, non conosco le dinamiche e le persone di Pinerolo. Faccio fatica, di primo acchito, ad inquadrarle. Mi detti da fare e combinammo un appuntamento per vedere alcuni locali vuoti. Sia l’ex casello daziario che alcuni locali nell’ex Tribunale.

<<Quello che voi pagate 100, noi lo paghiamo 40!>>

All’appuntamento si presentarono in quattro ma spiccava soprattutto la presenza di quello che appariva il più autorevole, colto e raffinato. Ricordo in particolare un’affermazione sui lavori da fare: “quello che voi pagate 100, noi lo paghiamo 40!”. Al ritorno in ufficio mi informai via internet sulla persona che avevo incontrato. Sergio Rosso, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia nonché Presidente degli Asili Notturni 1881 di Torino, l’associazione benefica della massoneria. Ovviamente ne informai immediatamente il Sindaco (un assessore ha solo delle deleghe operative, l’indirizzo politico è nelle mani del sindaco). Mi sorprese favorevolmente la sua veemente risposta: “non sarò io il primo sindaco a sdoganare la massoneria a Pinerolo”.

Ancor più sorpreso lo fui un anno circa dopo le mie dimissioni, nel maggio  2018, quando all’inaugurazione dell’Ambulatorio fu fotografata un’apparente accozzaglia di persone che difficilmente avrei pensato potesse affiancare un’iniziativa massone.

Pinerolo e Massoneria
Fotografia dell’inaugurazione dell’ambulatorio dentistico Asili notturni di Pinerolo a cui il Dott. Leggieri si riferisce.

Oltre al Sindaco di Pinerolo, c’era quello di Torre Pellice. In rappresentanza dell’ASL TO03 di cui fa parte come rappresentante del pinerolese, il Moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini, notoriamente benevolo verso i  massoni (vedi le sue dichiarazioni cliccando qui). E, nientepopodimeno, il Vescovo cattolico romano Derio Olivero. Vorrei ricordare  che è ancora in vigore la scomunica papale per i massoni, quindi una così augusta presenza mi parve un tantino eccessiva.

La fede cerca l’intelligenza

Se è vero che il Vescovo trova la sua giustificazione attraverso la  “fides quaerens intellectum” (“la fede cerca l’intelligenza”, il metodo di Anselmo d’Aosta), certamente l’augusto prelato non può aver dimenticato la dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede sulle associazioni massoniche del 26.11.1983 in cui si ribadiva “l’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.

Nonostante tutto ciò, il Vescovo così si esprimeva sul sito del Grande Oriente d’Italia (ndr nota “obbedienza massonica” italiana, probabilmente la più importante): “È vero che abbiamo visioni della vita e del mondo diverse – ha detto il vescovo- ma credo che una cosa sia valida a prescindere dalla sua origine e noi cristiani dobbiamo imparare a riconoscerla. Questo nuovo centro dentistico è un’ottima iniziativa”.

Mah, forse dovrebbero mettersi d’accordo meglio.

Il mio pensiero, invece, è che iniziative come queste, anche prescindendo dalla massoneria, contribuiscano a distruggere la sanità pubblica. Ammantandosi di spirito di servizio, introducono il concetto di “beneficenza” nella sanità pubblica sostituendolo al più democratico principio di sussidiarietà.

Il fatto poi che uffici pubblici e gli assistenti sociali del CISS e della Comunità Montana (pagati con soldi dei cittadini) collaborino con quell’ambulatorio selezionando le persone da seguire, è ancor più la dimostrazione della connivenza nella distruzione della concezione del Welfare Sociale pubblico. Prima distruggo la sanità pubblica, magari facendoti vedere che non funziona (dimenticando i tagli) poi ti regalo le briciole spacciandole per “un’ottima iniziativa”, come ha detto il Vescovo, e infine indirizzo i fondi pubblici verso il privato, “l’eccellenza sanitaria”.

Insomma, il metodo Formigoni.

Rubo una definizione della giornalista Silvia Truzzi: “Non è augurabile una pseudo-democrazia che si fonda su assegni di beneficenza (forma moderna delle brioche) a discapito dei diritti”.

L’emergenza di questi mesi ha messo a nudo, a mio parere, questo enorme bluff.”


Prima di queste esperienze, aveva mai sentito parlare della Massoneria o è stata la prima volta? Se la risposta è affermativa, in che modo?


Lo studio della Massoneria, per un certo periodo della mia vita, ha fatto parte dei miei interessi storici. Credo di aver avuto anche qualche parente appartenuto a non so più a quale loggia. Ma poi, da uomo di formazione di sinistra e protestante, ho sempre detestato associazioni che prevedessero la segretezza come base fondante del proprio essere. Anche durante la mia militanza nel M5S ho condiviso totalmente l’articolo dello Statuto del Movimento che vieta l’appartenenza dei portavoce alla Massoneria. Quindi, so di quello di cui parlo.”

Pinerolo e Massoneria
Movimento 5 stelle
Art. 7 lett. g Statuto dell’Associazione “Movimento 5 stelle” che è consultabile per intero cliccando qui.

Approfondendo il tema della Massoneria, in pochi sanno che a Pinerolo sono ben due le “Logge” riconducibili al “Grande Oriente d’Italia”. La Loggia M. Sarvognan D’Osoppo con numero identificativo 587 e la Loggia Acaja con numero identificativo 691.

I dati ora esposti sono verificabili cliccando qui.

Lei che idea si è fatto in merito alla presenza di Logge massoniche (queste sono quelle ufficiali) in una città?
Possono avere delle conseguenze negative e se sì, quali?
La Massoneria, per definizione, rivendica riservatezza e segretezza. Dalle sue esperienze “a contatto” con la Massoneria pinerolese, cosa pensa di questo fatto?


“Venendo da fuori regione, credo di avere una visione più fredda, più distaccata della realtà locale. Per esempio, confesso che ero a conoscenza che parecchi valdesi e metodisti appartengono a questa o quella Loggia massonica. Addirittura è notoria la “vicinanza” ai massoni, chiamiamola così, di molti moderatori della Tavola (si vocifera perfino che il primo atto del nuovo moderatore appena eletto sia una visita al “Gran Maestro” del G.O.I. – ndr Grande Oriente d’Italia). Ma non immaginavo che il numero degli affiliati a Pinerolo fosse così alto.

È chiaro che le Logge, ufficiali o non, attirano anche abitanti dei paesi vicini. D’altra parte, non dobbiamo nemmeno dimenticare che Pinerolo è la patria di personaggi che hanno diretto altre “sette segrete”, come Gladio, di cui uno dei massimi esponenti fu il Dr. Giorgio Mathieu. Gladio con la Massoneria aveva strettissime relazioni (quantomeno con quella deviata, la P2 per intenderci, potete cliccare qui per un approfondimento.

L’anima nera di Pinerolo.

Ecco perciò che in questi 12 anni, per mille riscontri, mi sono fatto persuaso che la Massoneria e i suoi rappresentanti più significativi rappresentino “l’anima nera di Pinerolo”. Una maggioranza silenziosa ma potente, assolutamente in grado di gestire il timone dell’economia della zona e degli affari, edilizi e non. E non solo: anche i Lyons e il Rotary  Club, le altre “sette in tono minore”, come sono state definite, rappresentano un bacino interessante di pacchetti di voti.

Ndr: ci sono diversi sostenitori di questa tesi i quali ritengono che i Lions e il Rotary non siano delle vere e proprie Logge massoniche, ma possono essere ad esse connesse. Questo sia per via di connessioni “personali”, cioè di persone che fanno parte sia di una che dell’altra, sia per via di attività.

Mi chiedo: quanto abbia inciso il passato militare di Pinerolo in questa “anima nera”? Un passato militare di taglio particolare.
La cavalleria da sempre è stata l’Elite nobiliare dell’esercito (anche mio padre ha cominciato la sua carriera militare proprio in cavalleria). E, scusatemi, ma la piccola nobiltà agraria piemontese non mi pare abbia mai brillato per spirito democratico e progressista. D’altra parte, rimango attonito nel vedere quante iniziative a Pinerolo tendono a rappresentare la Massoneria come un’associazione come un’altra, piena di buone intenzioni e molto intellettuale. Insomma, uno “sdoganamento” in piena regola. E mi fa paura.


Se vi possono essere effetti negativi sulla città o sulle vite dei cittadini, per quale motivo si fa finta di niente?


“La mia idea è che la Massoneria fa comodo alla classe politica pinerolese, attuale e passata. Porta voti, ed è quello che interessa. In questi strani tempi “fa fino” essere sospettati di appartenere ad una Loggia, perché lì dentro ci sono i potenti, quelli che contano, che decidono, che hanno una visione a lungo termine, che hanno pazienza e che sanno aspettare. Ma che sanno perfettamente quello che vogliono e che non vogliono.

Pinerolo, permettetemi, è una strana città. C’è chi la dipinge come la Città di Ferruccio Parri, come quella di Caprilli, che oltre ad essere stato l’inventore del moderno salto degli ostacoli era il più temibile avversario di D’Annunzio come tombeur de femmes; come quella del panettone Galup.

Ma ci sono anche i lati poco chiari.

Il “pipistrello”, il “Turk”, un Amministratore Delegato di una S.p.A. a totale partecipazione pubblica che entra nel Consiglio di Amministrazione del più letto settimanale locale, una caterva di caserme vuote per le quali non esiste nessuna ipotesi realistica.

Insomma, la presenza massonica si inserisce in questo chiaroscuro. Senza farsi notare. Ma poi, ogni volta che nasce qualche incontro per ipotizzare una strategia per il futuro del territorio pinerolese, voilà, c’è qualche intervento che ti fa pensare ad un preciso disegno di lasciare tutto “dove el xera, come el xera”. Un sospetto, diciamo così. Ho persino partecipato ad un culto valdese in cui il Pastore, forse non molto ferrato in teologia, interpretava il versetto dell’Ecclesiaste “Nulla di nuovo sotto il sole “(Qo 1,9) come: tutto deve rimanere immutato, “il a toujours fait comsa”.
È lo spirito del luogo, anche se non esegeticamente corretto.


Se ritiene che la presenza o comunque qualche attività riconducibile alla Massoneria possa essere in qualche modo negativa, qualcuno le potrebbe contestare che gli ideali e gli scopi alla base della Massoneria stessa sono piuttosto nobili. Per citarne alcuni, “aiuta i bisognosi, promuove la giustizia e l’amore per il prossimo”. Cosa risponderebbe a tale critica?


“Preferisco rispondere con le parole di un blog sull’argomento Massoneria di Beppe Grillo: <<… il gran maestro dice apertamente che i massoni influenzano la politica in modo indiretto, con le idee, e che questo è un momento felice per la sua obbedienza perché in marzo “abbiamo ricevuto l’Unione massonica del Mediterraneo e abbiamo proposto soluzioni di un certo tipo che passeranno al Parlamento europeo” e le elenca.

Dice anche che la democrazia diretta va combattuta perché “dà voce a una folla di persone che, per definizione, non hanno competenze specifiche per trattare materie delicate”. (…) Andrebbe spiegato che la folla di cui parla il Gran Maestro si chiama popolo e che il diritto, in possesso o meno di competenze specifiche, di formarsi ed esprimersi su materie delicate noi la chiamiamo democrazia. Sicuramente è comodo pensare che solo gli illuminati affiliati tra di loro e iniziati ai sacri misteri possano discutere materie delicate, anche in virtù di super competenze che la benedizione del Grande Architetto dell’Universo avrà rafforzato, ma per noi umili profani del Movimento 5 Stelle non funziona così, sottolineano i 5Stelle.>>.

 (Massoneria, no grazie: Qui potete trovare l’articolo completo da cui è stato tratto questo pezzo riportato).

Riprendendo il documento della Congregazione della Fede, questa inconciliabilità viene espressa molto bene.

<<Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L’associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo.

Innanzitutto, si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell’arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell’interazione di segni e di idee. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote.

Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante.

In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica.>>

Io cerco di non confondere la democrazia e il welfare sociale con “aiutare i bisognosi, promuovere la giustizia e l’amore per il prossimo”, che considero beneficenza pelosa, interessata a distruggere la sussidiarietà sostituendola col privato.

D’altra parte, se la Massoneria intende perseguire queste “buone opere”, perché tanta segretezza sugli iscritti?”


Era a conoscenza che il “Grande Oriente d’Italia” è al centro di alcune inchieste collegate alla ‘Ndrangheta ed alla mafia siciliana? Come commenta questo fatto?


I rapporti fra Massoneria e mafia/’ndrangheta sono perfettamente descritti nel libro “Storia segreta della ‘ndrangheta” del magistrato Gratteri (Mondadori ed.) e dalle oltre duecento denunce di massoni coinvolti in affari di mafia.

In particolare, da orgogliosamente meridionale, mi sconvolge il coinvolgimento diretto, non solo finanziario, della massoneria agraria meridionale, in accordo coi grembiuli piemontesi, nell’appoggio a Garibaldi e alle mire dei Savoia. Oggi credo non ci siano limiti geografici alla mafia e soprattutto alla ‘ndrangheta. Quasi tutti hanno dimenticato che uno dei primi magistrati uccisi è stato nel 1983 il Procuratore della Repubblica di Torino, Bruno Caccia.

In Piemonte ben tre comuni sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, Bardonecchia, Rivarolo Canavese e Leinì: qualcuno se ne è accorto? E certi “avvicinamenti”, certe “consorterie d’affari” non seguono i limiti geografici: non penserete mica che la più grande organizzazione criminale e finanziaria del mondo investa i suoi soldi nella piccola Calabria?”


Ritiene che la Massoneria a Pinerolo possa essere più radicata ed operativa rispetto a quanto lei ha potuto vedere?


“Credo di aver visto un centesimo di quello che è realmente la Massoneria a Pinerolo. Ma l’odore, le tracce li ho sentiti e visti più e più volte. Anche qui nel pinerolese ci sono intrecci inquietanti. Come quello che vede insieme il protagonista dell’affare CONSIP, Ezio Bigotti da San Secondo, e il suo sodale, il massone Denis Verdini. E questi intrecci coi massoni non mi piacciono. E, credo, neanche io piacevo a loro, come amministratore pubblico.”


Vuole aggiungere qualcosa sul tema? Siamo a disposizione.


“Preferisco rispondere sempre con le parole del dott. Gratteri: “è sempre più difficile distinguere tra potere istituzionale e potere criminale, tra lecito e illecito, tra economia pulita ed economia sporca. Un tempo si faceva distinzione tra ‘ndrangheta e politica. Erano due mondi separati. Oggi quella congiunzione rischia di diventare una forma verbale”. (ibid. pag. 222). Quando qualcuno ti avvicina, ti chiede un appuntamento per motivi banali, si dimostra non solo gentile, ma quasi deferente, c’è sempre qualcosa che non va, qualcosa che prima o poi ti chiederà.

Dipende da come tu risponderai.”


Precisiamo.

Chi ha letto questo articolo potrebbe chiedersi perché un’Associazione che si definisce “Antimafia” si sia interessata di Massoneria.

Occupandoci di mafia “conosciamo” la Massoneria per i fatti che la vedono collegata con gli ambienti mafiosi. Abbiamo anche già scritto un articolo in cui contestiamo la commemorazione della strage di Capaci delle Università siciliane proprio quest’anno. L’articolo si chiama “La chiamavano Università” e puoi leggerlo cliccando qui.

In questi periodi in cui volano più querele che critiche fondate (forse perché a volte non ve ne sono…) precisiamo che sia sulla strada sbagliata chiunque sostenga che “l’associazione offende la Massoneria” o qualsiasi altra accusa simile.

Se l’Associazione si chiama “Ok Parliamone” ci sarà un motivo.

Le cose sono molto più semplici di quello che possono sembrare agli occhi di chi vede complotti ovunque. Risulta palese e fattuale che la Massoneria ha avuto e probabilmente, stando alle inchieste in corso, ha ancora dei contatti con la mafia. Siamo venuti a conoscenza che la stessa Massoneria è presente ed attiva a Pinerolo. Per questi motivi stiamo approfondendo, cercando di dare voce a tutte le parti per far comprendere che cos’è la Massoneria a Pinerolo e cosa fa.

Concludendo con il riferimento alla mafia. Senza avere per ora una certezza (la quale ci farebbe parlare con la Magistratura e non su un sito) riteniamo sia fondato pensare (quanto meno domandarsi se) che la mafia sia anche a Pinerolo.

Questo perché potrebbe essere improbabile il contrario. Oggettivamente vi sono più elementi per pensare che vi sia piuttosto che pensare il contrario. Inutile dilungarsi qui, ma basta leggersi i rapporti semestrali della Direzione Investigativa Antimafia riferiti al Piemonte.

Possiamo dire che Pinerolo è circondata dalla mafia (precisiamo: dalla mafia nota, perché è chiaro che ciò che si conosce a livello giudiziale sia una minima parte della realtà). Giaveno, Nichelino, Torino, Leinì, Bardonecchia…

Chiunque potrebbe quindi domandarsi: perché qui no?

Anche a Pinerolo esiste il commercio, esiste una vita politica (una delle prime prede della mafia), esistono piazze di spaccio (veramente dobbiamo arrivare noi a dire che a Pinerolo esiste la droga?). Insomma, esistono tutte quelle attrazioni tipiche per gli ambienti mafiosi.

Aggiungiamo, infine, che è chiaro che non sosteniamo che Pinerolo sia mafiosa, ma soltanto che queste nostre domande sono legittime.

Per ora possiamo soltanto dire che finché l’associazione è attiva a Pinerolo, eventuali presenze mafiose dovranno prestare un po’ più di attenzione, perché come detto prima, se ci chiamiamo così ci sarà un motivo. Il tutto, ovviamente, solo nell’eventualità in cui Pinerolo non sia un’isola felice dove la mafia non entra, ma ci passa solo di fianco, cosa che, da pinerolesi, ci auguriamo.


Come sempre, siamo disponibili a dare voce e spazio a chi avesse qualcosa da aggiungere.

*Fotografia della copertina presa da quotidian.it

A seguito di una segnalazione ricevuta da Stefano Bisi l’articolo è stato modificato eliminando l’errore commesso nell’errata interpretazione di un dato inerente al numero di appartenenti alle Logge pinerolesi.

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